Il prezzo Rapaport

Ora vediamo di fare chiarezza su come si desume un prezzo per un diamante: in Rete vi sono molte inesattezze che concorrono a creare facili e cocenti delusioni per l’utilizzatore finale sia egli un possibile acquirente che un possibile venditore.

Per non contravvenire a delle regole di riservatezza che il mercato impone non potremo giocoforza “spiegarvi” tutto ma con un minimo di attenzione e di volontà da parte vostra siamo certi che potrete trarre le considerazioni in piena autonomia.

Non si può spiegare come si ottiene un prezzo di un diamante se non si parte dalle fondamenta ed in questo caso le fondamenta sono rappresentate dal LISTINO DI Martin RAPAPORT più conosciuto come “IL RAPAPORT”.

Il listino RAPAPORT è la prima fonte d’informazione per il prezzo dei diamanti all’ingrosso. E’ comunemente usato dai commercianti come guida di riferimento approssimativa per i prezzi  (fate attenzione alle parole ! “Guida Approssimativa” … ). È pubblicato ogni giovedì a mezzanotte ( ma non vi sono reali e sostanziali diseguaglianze tra il listino settimanale e quello mensile).

Il Listino RAPAPORT altro non è che la citazione scritta dell’opinione, personale ( e dunque soggettiva ) e non vincolante , di Martin Rapaport e del suo staff, espressa in termini economici di valore monetario. Rappresenta pertanto un valore teorico di quanto dovrebbe essere la “base-prezzo” di una pietra in un determinato frangente.  La stessa è subordinata ed applicabile a solo alcune pietre con precise caratteristiche ( la cosiddetta “Specifica 2” e per pietre eccelse “Specifica 1”) dietro corrispettivo del pagamento delle medesime immediato e per contanti.

I prezzi del Listino Rapaport pertanto non possono essere presi come “prezzi finali” ma come prezzi teorici massimi ( e dunque sostanzialmente superiori al reale ) cui potrebbe giungere la domanda.

Nella realtà quotidiana il listino Rapaport rappresenta semplicemente un punto di partenza per le aste al ribasso : si parte dal prezzo Rapaport al netto di un primo sconto e si prosegue sino a che non si trovi un compratore disposto ad effettuare l’acquisto del lotto o della singola pietra.

Tuttavia, in alcuni casi, la qualità della pietra o del lotto è tale che può essere raggiunto ( e superato ) il prezzo di riferimento espresso dal listino Rapaport. Ciò accade quando è in atto una speculazione rialzista o ci si trova davanti a pietre di consistente caratura tagliate in modo eccelso, perfettamente in linea con tutti gli angoli e gradi di taglio (Specifica 1 Perfetta o Ideale).

L’entità dello sconto o del premio varia notevolmente ed è influenzata da molti fattori. Qualità e taglio di pietra, rispondenza perfetta delle 4C, termini di pagamento, la posizione ed il tipo di mercato, il livello di liquidità, e tutte le combinazioni che da esse derivano incidono sulla percentuale di sconto.

La liquidità del mercato ed il rischio collegato alla proprietà ( intesa come costi per proteggersi da effrazioni, assicurazioni, etc etc ) sono un ulteriore fattore che incide sulla percentuale di sconto e dunque sul collocamento della pietra.

Più è facile vendere un diamante più basso sarà lo sconto dal listino. Più difficile sarà collocare la pietra e più consistente sarà lo sconto. I diamanti molto richiesti e rari si possono vendere al top del listino.

Il listino Rapaport dunque, non fornisce i prezzi per una transazione ma solo indicazioni di base e solo per determinate gemme.

Il prezzo per una transazione sono il risultato delle trattative fra il compratore e venditore e riflettono i numerosi fattori, compreso le caratteristiche fisiche dei diamanti specifici, i termini della vendita, il servizio offerto al cliente e una miriade di altri fattori.

Il Rapaport pertanto non è il reale listino utilizzato per la compra-vendita ma esso è il punto di origine di un secondo Lisiino ( quello reale ! ) che riporta le percentuali di sconto che i venditori hanno applicato al Rapaport per chiudere la vendita o l’acquisto di determinati diamanti e/o lotti suddivisi per Massa (Carat), Colore (Colour) e Purezza (Clarity). Come avete potuto notare le 4C sono diventate 3C. La quarta , il Taglio (Cut) è già stata presa in esame all’origine, perchè, come abbiamo detto, se i diamanti non presentano le proporzioni di taglio e simmetria comprese nelle “Specifica 1 e 2 ” del Rapaport esso non è applicabile fin dall’inizio !

Da tutto ciò si comprende facilmente quanto sia veramente difficile possedere una pietra di alto valore commerciale che sia anche soggetta a costante rivalutazione periodica del capitale investito! …. Ma non basta! Il diamante , per essere annoverato tra le gemme degne di appartenere al listino Rapaport deve essere certificato da precisi laboratori gemmologici quali il GIA (Gemological Institute of America),   e  il Gem Lab Gubelin di Lucerna, Svizzera. Altri Istituti gemmologici accettati ( con piccola riduzione del prezzo ) sono HRD di Anversa, Belgio; IGI (Institute Gemological International) sempre di Anversa; DDI (Deutsches Diamat Institut), Pforzheim, Germania; OGemG, Vienna, Austria, SSEF, Basilea, Svizzera; GTL, Londra, UK; La piccola riduzione di prezzo rispetto al Rapaport ed al listino che da esso ha origine, non è data da una scadente qualità degli istituti citati ( anzi sono da ritenersi tutti al pari del GIA per serietà competenza, professionalità e affidabilità ) ma piuttosto dalla lieve difformità che vi sono tra e i tre metodi che esistono nella classificazione del diamante secondo il GIA, l’IDC ed il CIBJO.

Per cui, per esempio, un diamante classificato di colore massimo River dal DDI tedesco nel 1995, aderente alle norme del CIBJO, sarà un   exceptional white+ per il HRD di Anversa aderente alle norme IDC e diventerà “solo” un E color (non il massimo della scala colore)  per il GIA (non aderente a nessuna delle altre norme in quanto artefice delle proprie norme in virtù della riconosciuta fama mondiale attribuita  all’Istituto anche per il fatto di aver creato l’attuale scala colore dei diamanti riconosciuta a livello planetario).